agopuntura

Agopuntura

L’AGOPUNTURA

L’agopuntura è una branca della Medicina Tradizionale Cinese. La prima testimonianza scritta di questa antica arte medica risale alla dinastia Zhou (1046-221 a.C.) con il libro Huang Di Nei Jing (Yellow Emperor’s Classic of Internal Medicine) il quale contiene le basi della medicina tradizionale cinese. Dalla Cina si è propagata poi in Corea e in Giappone. Per quanto riguarda l’Europa e il mondo occidentale, il primo articolo sull’agopuntura viene pubblicato nel 1928 in Inghilterra sulla rivista The Veterinarian.  Attualmente viene riconosciuta sia in campo umano che veterinario come un trattamento medico scientificamente valido.

L’Acupuncture Regulation Working Group definisce l’agopuntura come:

“inserzione di aghi solidi nel corpo allo scopo di eseguire una terapia, prevenire le malattie o mantenere lo stato di salute”

I punti in cui vengono inseriti gli aghi spesso si trovano vicino a nervi o a zone riccamente innervate, vasi sanguigni o linfatici. Le  fibre afferenti nervose che si trovano in queste zone rispondono al dolore, alla pressione e a cambiamenti chimici, inoltre  sono presenti anche mastociti, ghiandole e collagene.

Cosa succede quando viene inseriamo  un ago in un agopunto?

La sensazione che si prova quando l’ago viene inserito nel giusto punto viene chiamata deqi.  Nelle persone si tratta di una sensazione soggettiva e viene descritta come una sensazione di pesantezza, gonfiore, formicolio e intorbidimento.                                                                 Questa sensazione sembra essere causata dalla  manipolazione dell’ago che deforma il tessuto circostante e stimola  le terminazioni nervose libere le quali generano un riflesso assonico a livello locale il quale provoca il rilascio a cascata di sostanze che portano a vasodilatazione e attivazione dei mastociti. L’attivazione di queste cellule è ben evidente nelle zone glabre dove è possibile osservare l’arrossamento della cute.

Quali sono gli effetti dell’agopuntura?

Uno dei motivi per cui in campo umano e veterinario si ricorre all’agopuntura è per il suo effetto analgesico. Nella cura del dolore acuto o cronico si può ricorrere all’utilizzo degli aghi o della così detta elettroagopuntura. Ovvero l’effetto analgesico viene evocato mediante l’utilizzo di un impulso elettrico di una determinata frequenza. Alcuni studi hanno dimostrato il rilascio di determinati neuropeptidi a determinate frequenze. Per esempio una frequenza di 2 Hz aumenta il rilascio di encefaline, beta-endorfine e endomorfine, mentre una frequenza di 100Hz rilascia dinorfine. Se le due frequenze vengono utilizzate in modo combinato si ha il rilascio di tutti e quattro gli oppioidi endogeni, ottenendo così il massimo effetto terapeutico.                                                                                                               Uno studio paragona l’analgesia ottenuta mediante l’utilizzo di oppioidi con l’analgesia ottenuta mediante elettroagopuntura dopo ovarioisterectomia in un gruppo di cagne. Il gruppo trattato con elettroagopuntura mostrava un elevato livello di beta-endorfine anche 24 ore dopo la chirurgia.

Tale principio è stato sfruttato per controlare il dolore post operatorio dopo estrazione dentale nel Grey Hound della foto sottostante.

L’effetto analgesico inoltre si esplica anche mediante la così detta teoria del cancello.  I componenti del sistema nervoso sensitivo che intervengono nella sensazione del dolore comprendono le fibre Aδ e C. I punti di agopuntura sono riccamente innervati da fibre Aδ,  tali fibre trasmettono gli impulsi 10 volte più rapidamente rispetto alle C, hanno una soglia più bassa e sono associate a dolori più lievi. Secondo la teoria del cancello l’ago stimola le fibre Aδ le quali trasportano le sensazioni non dolorose rapidamente al midollo spinale, dove i neuroni inibitori sono stimolati e impediscono che gli impulsi dolorosi, più lenti, raggiungano i centri più alti della percezione del dolore cosciente. Le fibre Aδ continuano il loro decorso e terminano nel nucleo arcuato, le fibre C termianano nel sistema limbico. A questo livello avvengono varie interazioni che stimolano il rilascio di neurotrasmettitori come le β endorfine della sostanza grigia periacqueduttale, noradrenalina, serotonina da parte del nucleo del rafe magno della medulla oblongata e infine l’ipotalamo rilascia ACTH e ossitocina. Alcuni di questi neurotrasmettitori agiscono per via  umorale altri agiscono mediante le vie discendenti inibitorie. Questi sistemi smorzano la percezione del dolore mediante l’inibizione dello stimolo dolorifico.  L’agopuntura agisce aumentando l’attività discendente inibitoria. Questo effetto si verifica ad ogni segmento spinale e viene chiamato effetto eterosegmentale.

Le condizioni cliniche che possono beneficiare dell’effetto centrale dell’agopuntura sono: dolore ortopedico e neuropatico, stress, ansietà.

Come già detto in precedenza in risposta alla stimolazione delle terminazioni nervose libere si ha il rilascio di numerosi neuro peptidi fra cui il fattore di crescita dei nervi, la sostanza P e molti altri. Questi cambiamenti nel flusso ematico locale, le citochine liberate e l’attivazione dei neurotrasmettitori contribuisce sia ad alleviare il dolore localmente che a migliorare la guarigione a livello locale, per questo alcune condizioni cliniche che traggono beneficio dai meccanismi analgesici dell’agopuntura sono:ferite, incisioni chirurgiche, bruciature, abrasioni, granuloma da lecca mento, dermatiti localizzate, traumi articolari o muscolari. 

Alcuni studi dimostrano che il sistema nervoso centrale e periferico esercita un effetto sulla risposta immunitaria, l’agopuntura, andando ad agire sul sistema nervoso, può aumentare la risposta immunitaria, non aumentanto il numero di cellule circolanti ma aumentando la capacità di produrre anticorpi da parte dei linfociti T. Una delle malattie immunomediate  più studiate è l’asma bronchiale. È  interessante notare che uno dei punti più comunemente usati per tale patologia, BL13, si trova in corrispondenza del ganglio simpatico a livello della terza vertebra toracica, il quale manda fibre nervose al plesso polmonare e cardiaco.

Uno studio ha dimostrato l’efficacia dell’agopuntura nel ridurre il prurito in un gruppo di volontari in seguito a somministrazione di istamina, mentre in un altro ne viene verificata l’efficacia nel ridurre il prurito in giovani con eczema atopico.

L’agopuntura può essere utilizzata anche in caso di disordini gastrointestinali.  Se viene stimolato un determinato punto chiamato ST 36 avremo, attraverso l’attivazione del sistema parasimpatico, un’aumento della motilità intestinale, mentre se viene stimolato il punto CVl 12 si ha un rilassamento dei visceri addominali.

Quindi in conclusione l’agopunturo può essere un valido ausilio terapeutico in caso di:

  • Dolore cronico o acuto, ortopedico  e/o neuropatico
  • Guarigione da ferite
  • Malattie immunomediate
  • Problemi gastrointestinali

 

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