images (5)

Rogna demodettica


Demodex canis è un acaro di 150-250µ di lunghezza dal corpo allungato e fusiforme con rostro corto e quadrato. I quattro arti sono atrofizzati, terminano con piccoli artigli e sono raggruppati nell’estremità anteriore del corpo (podosoma), mentre la regione distale (opistosoma) costituisce i 2/3 del corpo del parassita (Fig. 1).
Demodex canis è un acaro follicolare, specie-specifico, che vive come commensale nel follicolo pilifero e nelle ghiandole sebacee del cane. Il ciclo vitale si svolge interamente sull’ospite (parassitismo permanente): la femmina depone le uova (dalla caratteristica forma “a limone” o “a pistacchio”) all’interno del follicolo pilifero da cui originano larve esapodi che successivamente si trasformano in ninfe ottopodi e quindi in acari adulti (Fig. 2). Il ciclo si completa in 18-24 giorni e l’acaro non può sopravvivere al di fuori del suo ospite. La malattia non è contagiosa e gli acari vengono trasferiti per contatto diretto dalla madre ai cuccioli esclusivamente durante i primissimi giorni di vita.
Demodex cornei presenta la parte posteriore dell’addome (opistotoma) più corta rispetto a Demodex canis e vive nello strato corneo dell’epidermide (da cui il nome) (Fig. 3). Demodex injai è al contrario caratterizzato da un opistotoma molto più lungo e vive nel follicolo pilifero e soprattutto nelle ghiandole sebacee

PATOGENESI

La classificazione della demodicosi canina prevede una distinzione in forma ad insorgenza giovanile e in età adulta. La demodicosi giovanile è di gran lunga la più frequente e si osserva in cani giovani sino a due anni di età. La demodicosi ad insorgenza in età adulta e più rara e si osserva in cani adulti-anziani con malattie sistemiche di natura infestiva (es. leishmaniosi), ormonale (es. ipercorticosolismo), neoplastica (es. linfoma) o sottoposti a trattamenti immunosoppressivi (es. corticosteroidi); non sempre nei cani anziani affetti da demodicosi è possibile identificare una causa sottostante.
La classificazione clinica della demodicosi canina prevede un’ulteriore differenziazione in forma localizzata e in forma generalizzata. Attualmente si definisce demodicosi localizzata la forma clinica in cui sono presenti fino a cinque lesioni e che interessa meno del 10% della superficie cutanea totale, mentre si parla di demodicosi generalizzata quando le lesioni coinvolgono più del 10% della superficie totale cutanea (> di cinque aree) o interessano interi distretti corporei quali la faccia o la regione podale (pododemodicosi). Tale distinzione clinica è di notevole importanza ai fini terapeutici in quanto la forma giovanile localizzata è considerata autolimitante e tende a regredire spontaneamente nel 90% dei cani nell’arco di sei mesi, mentre quella generalizzata non regredisce e deve pertanto essere trattata farmacologicamente.
Il meccanismo immunopatogenetico responsabile dello sviluppo dell’infestazione non è stato mai chiarito. Probabilmente negli animali giovani un difetto immunitario geneticamente programmato è responsabile della moltiplicazione degli acari che può essere inoltre favorita dalla concomitante presenza di fattori stressanti transitori (endo-ectoparassitosi, estro ecc.). Negli animali adulti di tratterebbe invece di un deficit acquisito del sistema immunitario secondario alla presenza di malattie immunodepressive (ipercortisolismo spontaneo e iatrogeno, leishmaniosi, neoplasie ecc.) o a trattamenti con corticosteroidi o farmaci citotossici.
Poiché alcune linee familiari ed alcune razze (West Highland White Terrier, Scottish Terrier, Shih-Tzu, Bulldog, Shar-pei, Carlino, Bobtail) sono predisposte all’insorgenza della demodicosi generalizzata si è ipotizzato che una componente genetica potrebbe essere responsabile di un deficit immunitario acaro-specifico tale da non permettere un’efficace risposta immunitaria cellulo-mediata nei confronti della popolazione parassitaria. Sulla base di queste considerazioni l’American Academy of Veterinary Dermatology (AAVD) nel 1981 ha emanato una direttiva che raccomanda la sterilizzazione di tutti i cani affetti da demodicosi generalizzata allo scopo di ridurre l’incidenza della malattia.