Laser Terapia

Il termine “Laser” è l’acronimo di Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation ovvero amplificazione della luce mediante l’emissione stimolata di radiazioni.

Il laser è, quindi, uno strumento che permette di generare un’onda luminosa, monocromatica, coerente (i cui fasci sono diretti verso un’unica direzione) ed intensa, in grado di attivare a livello cellulare e tissutale determinati effetti biologici.

Caratteristiche piu’ importanti 

– Direzionalità e collimazione: il raggio laser si propaga in un’unica direzione con un piccolissimo raggio di divergenza, detto ”larghezza del fascio laser”;

– Monocromaticità: la luce prodotta da ogni Laser è costituita di una singola specifica lunghezza d’onda, la luce deve essere assorbita per produrre un effetto e l’assorbimento è dipendente dalla lunghezza d’onda. Alcuni dispositivi comprendono sonde multiple che producono luci di una o più lunghezze d’onda contemporaneamente.

–  Brillanza: nei laser la quantità di energia emessa è incomparabilmente più elevata rispetto alle sorgenti tradizionali.

–  Coerenza: l’energia è trasmessa, in un’unica lunghezza d’onda (monocromaticità), con perfetta concordanza di fase, mentre nell’emissione spontanea ogni fotone è emesso in maniera casuale rispetto agli altri. Nelle emissioni laser la fase è mantenuta nel tempo e nello spazio.

–  Pulsazione: le radiazioni laser possono essere costituite da un fascio li luce costante oppure modulate in pacchetti di onde estremamente brevi. Attualmente si è giunti allo sviluppo di impulsi dell’ordine del femtosecondo (tempo necessario ad un elettrone per passare da un atomo all’altro). In campo medico sono utilizzate tutte le tipologie d’emissione: continua, pulsata e superpulsata. 

Come viene generata la radiazione Laser ?

Un qualsiasi sistema laser si compone di una camera di risonanza ottica, di un mezzo laser solido, liquido o gassoso, di una sorgente esterna  di energia e di due specchi riflettenti situati alle opposte estremità del risonatore. Quando la sorgente di energia viene attivata, essa provoca l’eccitazione del mezzo laser contenuto nella cavità di risonanza: si genera così un raggio, che viene riflesso su uno specchio opaco e veicolato all’altra estremità. Questo, infine, viene portato fino al manipolo impugnato dall’operatore, attraverso un fascio di fibre ottiche (laser a diodi) oppure un sistema di specchi (laser CO2). Il raggio laser così generato è collimato, monocromatico e coerente. Le lunghezze d’onda possono essere comprese nello spettro del visibile, tra 400 e 750 nm, o dell’invisibile, sotto i 380 nm oppure oltre i 780 nm.

Come agisce il raggio Laser

La lunghezza d’onda, la quantità di energia erogata e le caratteristiche proprie del tessuto influenzano l’interazione laser-tessuto.                                                                  L’interazione laser-tessuto può essere di tipo fototermico, fotochimico, foto acustico.

Fototermico quando l’energia luminosa si trasforma in calore; fotochimico, che sfrutta l’impiego di sostanze fotosensibilizzanti (es. terapia fotodinamica) e fotoacustico, quando cioè le onde luminose si trasformano in onde acustiche, che vanno a scomporre meccanicamente il tessuto bersaglio, disgregandolo (es. litotripsia).

Nell’interazione con i tessuti, l’onda luminosa viene in parte assorbita, in parte trasmessa, in parte riflessa ed in parte dissipata. Solo la luce assorbita è in grado di produrre un qualunque effetto sul tessuto. Ogni lunghezza d’onda viene assorbita in modo selettivo da un target chiamato cromoforo, tra cui a livello tissutale, acqua emoglobina e melanina rivestono la maggiore importanza. La scelta della lunghezza d’onda è pertanto basata sulla concentrazione di questi elementi sul tessuto da trattare, sulla profondità che si vuol raggiungere e sugli effetti che si desidera ottenere.

Oltre che dalla lunghezza d’onda, il tipo di effetto e la sua intensità dipendono da altre caratteristiche della luce laser, tra le quali la potenza (w) e l’energia (j). Poiché per indurre un effetto clinico è necessaria che una certa quantità di energia venga assorbita dal tessuto, i protocolli si basano sulla definizione di dosaggi, espressi in fluenza ovvero la quantità di energia applicata sull’unità di superficie (j/cm2) 3. La potenza applicata sull’unità di superficie (W/cm2) è detta densità di potenza o irradianza. Ne consegue che, a parità di potenza, aumentando la superficie da trattare diminuisce l’irradianza; lo stesso avviene per l’energia e la fluenza. Questi parametri concorrono a determinare l’effetto del raggio laser.4  

I laser vengono impiegati sia in ambito chirurgico che terapeutico. In ambito chirurgico vengono impiegati solo laser ad alta potenza (P nell’ordine di alcuni watt), mentre in ambito terapeutico vengono impiegati possono essere utilizzati sia laser a bassa potenza (p<500mw: Low Level Laset Treatment) che ad alta potenza (P>500mw High Level Laser Treatment).

Di seguito parleremo di laser terapeutici.

Come detto in precedenza l’onda luminosa del laser viene in parte assorbita, in parte trasmessa, in parte riflessa ed in parte dissipata, solo la luce assorbita è in grado di produrre un qualunque effetto sul tessuto. Ogni lunghezza d’onda ha un suo target che viene chiamato cromoforo. A livello tissutale, acqua emoglobina e melanina rivestono la maggiore importanza.

A livello intracellulare si osserva:

  • aumento della permeabilità delle membrane cellulari, per stimolazione delle pompe Na+/K+,
  • aumento della sintesi di proteine, per effetto di stimolazione su RNA e DNA, che porta alla proliferazione cellulare

A livello ematico:

  • aumento dei livelli di serotonina e una inibizione della produzione di bradichinine e leucotrieni

Tutto questo si traduce negli effetti:

  • Antiedemigeno;
  • Antinfiammatorio;
  • Rapida cicatrizzazione delle lesioni superficiali;
  • Antidolorifico;

I laser terapeutici lavorano su lunghezze d’onda comprese tra 630 e 905 nm (rosso-infrarosso) che permettono di raggiungere profondità fino a 6-7cm, agendo pertanto a livello cutaneo, sottocutaneo, muscolare,osseo articolare.

Patologie su cui può essere impiegata la Laserterapia;

  • Osteoartite;
  • Discopatie;
  • Borsiti;
  • Fistole perianali;
  • Lesioni tendinee acute e croniche;
  • Patologie degenerative di origine articolare;
  • Lesioni cutanee superficiali (ferite, ulcere, piaghe);
  • Gengiviti, stomatiti

La Laserterapia è indolore, ben tollerata dal paziente, non richiede sedazione e il proprietario può assistere al trattamento.

Il laser è uno strumento potenzialmente dannoso per la vista, infatti può causare danni al cristallino e alla retina, pertanto durante la terapua bisogna indossare occhiali protettivi.

L’unica controindicazione all’utilizzo del laser è in corso di neoplasia in quanto l’effetto biostimolante può portare ad un accrescimento del tumore, quindi in caso di neoformazioni si consiglia di eseguire una citologia prima di effettuare la terapia.

La durata di una terapia, il numero e l’intervallo fra una terapia e la successiva vengono valutate in base al problema del paziente e alle esigenze del proprietario.