
La medicina omeopatica è una branca della medicina non convenzionale che si basa su tre pilastri:
- osservazione attenta del paziente e dei suoi sintomi,
- analisi del caso completo,
- identificare il rimedio adatto su base analogica.
Il rimedio che maggiormente rispecchia il paziente nella sua totalità in gergo omeopatico si chiama il simillimum, ovvero il rimedio più ‘simile’, quindi più adatto la paziente; tale rimedio entra in sintonia col paziente, lo spinge e sostiene sulla via della guarigione, fino ad ottenere un individuo sano nel senso di Hahnemann (fondatore dell’Omeopatia) ovvero un individuo in equilibrio fisico e mentale, in grado di vivere la propria vita in modo completo ed armonico.
Patologie acute e croniche, disturbi comportamentali, casi complessi che non rispondono alle terapie convenzionali, o per cui non c’è una diagnosi precisa, sono spesso aiutati da un approccio omeopatico, che può essere usato in sintonia con la medicina convenzionale, oppure in esclusiva.
La medicina omeopatica classica unicista è fondata su osservazioni sperimentali ed analisi critica, ed è basata sulla ricerca clinica. Prevale una visione olistica dell’individuo, che rileva non solo i sintomi ma anche le reazioni personali ai sintomi, ed il contesto in cui tale individuo vive e si muove.
Per una pregevole, piacevole e chiara illustrazione dell’omeopatia in senso hahnemanniano, a cui mi attengo, consiglio il seguente video della collega Dott.ssa Ubbiali https://youtu.be/bYYQov0oSn4